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Il Tessile-abbigliamento è Forte, Ma Ha Bisogno Di Certezze

Il tessile-abbigliamento è forte, ma ha bisogno di certezze

Sostenibilità e tracciabilità, promozione e internazionalizzazione, innovazione, Europa ed education: sono i cinque punti per il futuro individuati da Sistema Moda Italia. Intanto, l’Associazione definisce il bilancio (positivo) del 2018 e traccia il quadro (con alcune incognite) per il 2019.

Il settore tessile e abbigliamento chiude il 2018 in aumento del +2,1% su base annua. Il fatturato raggiunge i 55,2 miliardi, segnando +1,13 miliardi rispetto al 2017. L’export 2018 registra +2,8%, con un valore di circa 31,5 miliardi. L’import cresce del 3,3% e raggiunge i 21,7 miliardi, con un saldo commerciale positivo per circa 9,8 miliardi (+117 milioni su 2017).

Praticamente stabili le vendite intra-UE (-0,1%), mentre continuano a crescere quelle extra-UE: +6,4%. Usa (+3,1%), Cina (+23,6%) e Hong Kong (+23,6%) sono i mercati dove l’aumento è stato più elevato.

Nel 2018 sono rimasti stazionari i consumi a livello nazionale, mentre occupazione e aziende segnano una lieve contrazione.

I primi dati del 2019 mostrano ancora segni positivi: +1,5% nel primo semestre, ma in frenata rispetto allo stesso periodo del 2018, quando si era registrato un +2,5%. Suddivisa nei due macro-comparti, la crescita dovrebbe essere per il tessile al +1,1% e per l’abbigliamento al +1,5%. L’export continuerà la scia positiva, pur rallentando: +1,8% sullo stesso periodo del 2018. Il saldo commerciale è previsto in miglioramento del +2,5%.

SMI ha anche individuato alcune incognite per il 2019, che potrebbero incidere sull’andamento del settore: le elezioni europee, Brexit, la stagnazione in Europa, il rallentamento degli Stati Uniti e il pericolo di un’escalation dei dazi.

Per quanto riguarda il nostro paese, le preoccupazioni maggiori riguardano la difficoltà a trovare figure professionali adeguate: nei prossimi cinque anni usciranno dal settore 47 mila persone, mentre sono solo 10mila quelle oggi inserite in percorsi di formazione. Il problema è ulteriormente aggravato da quota 100, che è destinata ad accelerare il pensionamento di molte figure professionali esperte. Proprio per questo SMI ha intensificato – e intensificherà ancora – il suo impegno nella formazione, per favorire un reale incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Serve però un contesto politico-economico che permetta una programmazione a lungo termine, a partire da maggiori certezze su quali e quante risorse Ice e ministero dello Sviluppo economico metteranno a disposizione per l’internazionalizzazione.

 

Biella, 24 Aprile 2019

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