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Filo N. 52: La Sostenibilità è Un Processo Virtuoso

Filo n. 52: la sostenibilità è un processo virtuoso

Di sostenibilità si è discusso nel workshop “Sostenibilità: un processo virtuoso” organizzato da Filo nel tardo pomeriggio del primo giorno di fiera, su precisa richiesta degli espositori che hanno così potuto parteciparvi in gran numero.

A introdurre i lavori è stato Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese, che ha toccato subito una questione nodale: “La sostenibilità non deve essere solo una questione commerciale, di facciata. La sostenibilità che noi promuoviamo, quella che è al centro delle nostre imprese da sempre, punta al rispetto del territorio in cui viviamo e che si costruisce nei reparti di ricerca e sviluppo, attraverso l’innovazione tecnologica“.

Quanto ciò sia vero per le aziende che espongono a Filo lo confermano le risposte date dalle aziende al questionario che è alla base di FiloFlow. Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, in quest’occasione, ne ha illustrate alcune, particolarmente significative per il dibattito, a partire dal chemical management. Così Alessandra Tortora di Zdhc spiega che la sua organizzazione non propone una “certificazione, ma un approccio alla sostenibilità: non si limita alla definizione degli standard per una chimica sostenibile, ma mette a disposizione della filiera gli strumenti attuativi per la loro implementazione e sostiene l’innovazione. Si tratta di un processo di miglioramento progressivo, che ha effetti positivi per l’azienda perché innesca un circolo virtuoso“.

Raffaella Carabelli past president di Acimit si è soffermata sul progetto Sustainable Technologies e sulla necessità di affrontare la sostenibilità in un contesto di filiera, a partire dai macchinari. “Una macchina tessile con Targa Verde di Acimit offre vantaggi a costruttori e clienti. Il costruttore può comunicare al cliente il proprio impegno verso processi sostenibili; certificare il miglioramento delle performance della macchina; misurare l’impatto ambientale della macchina attraverso la valutazione del carbon footprint. Per l’azienda tessile, il vantaggio è nella riduzione dei costi di produzione, grazie allo sforzo innovativo del costruttore e un valore aggiunto nella certificazione del prodotto“.

Francesco Marconi per Il Quinto Ampliamento sottolinea come “Prestare attenzione alla sostenibilità ambientale e costruire un sistema di welfare adeguato per i propri dipendenti significa migliorare la reputazione dell’azienda e la sua capacità di attrarre intelligenze, dunque in definitiva significa migliorare la redditività e la solidità economica dell’azienda stessa“.

Ultimo, ma non certo ultimo per interesse, l’intervento di Eleonora Giada Pessina di Pirelli, che ha tracciato il quadro del progetto Pirelli per la sostenibilità della filiera di gomma naturale. “Pirelli è una multinazionale che compete a livello mondiale, che ha scelto un approccio alla sostenibilità di lungo periodo, multi-stakeholder e di catena del valore. Se vogliamo comprendere quali sono le problematiche da affrontare creando valore tangibile, infatti, dobbiamo necessariamente coinvolgere tutti gli attori della filiera, dai produttori della materia prima ai clienti, passando per le ong e le organizzazioni internazionali, in un modello basato su dialogo, efficacia e trasparenza“.

 

Biella, 9 ottobre 2019

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