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53a edizione di Filo: Wunderkammer, un viaggio nel mondo tessile

53a edizione di Filo: Wunderkammer, un viaggio nel mondo tessile

In vista della 53a edizione che si terrà il 27 e 28 febbraio 2020 al MiCo – Milano Convention Center, Filo propone ai suoi espositori e, più in generale, agli operatori del sistema del tessile e dell’abbigliamento le proposte sviluppo prodotto, elaborate da Gianni Bologna, responsabile creatività e stile di Filo.

La macrotendenza

Perché parliamo di Wunderkammer: di primo acchito potrebbe sembrare ingiustificato giacché l’idea di stanza delle meraviglie viene collegata principalmente a una sorta di museo raccogliticcio delle stranezze e dei gusti di un singolo solipsistico e maniacale.
Se però si supera questa prima impressione si capisce che la Wunderkammer non è solo un “campionario” del passato ma è anche una significativa metafora del mondo che noi viviamo proprio ora. La ragione è semplice: la Wunderkammer è un catalogo “scientifico”, è una summa “estetica” (e caotica), è spettacolo di bellezze e brutture, è indubbiamente un viaggio. In poche parole: mutatis mutandis, ha tutte le caratteristiche funzionali (e fusionali) di Internet.
L’eterno interesse verso il vagabondaggio nello spazio (e nel tempo), il nomadismo, il lasciarsi andare alla deriva o alla flânerie è palese persino nelle parole che lo definiscono: non “usiamo” Internet, ma “andiamo” in Internet. E da quale termine meglio che da questo traspare l’idea di “viaggio”, emerge la reazione alla noia ed al disincanto del mondo divenuto disciplinare e costrittivo e che non di rado assegna le persone a ruoli inamovibili ed a luoghi spesso non mutabili. La mobilità di cui tanto si parla infatti è in molti casi un nomadismo fittizio, un paravento, una parvenza fantasmatica.
Di fatto questo nomadismo, fittizio o no che sia, ha tra le sue conseguenze anche una che riguarda da vicino il nostro settore industriale e si è palesata da tempo nell’anarchia di forme e atteggiamenti e in un nuovo stralunato manierismo fatto di iper-personalizzazione ed egocentrismo, espressione solipsistica di un sé avulso da codici formali comuni e rappresentante unicamente sé stesso in formule auto-compiacenti comprensibili solo a chi le esprime: spettacolo, moltiplicazione di forme e di maschere, proliferazione delle forme disorganiche, dell’ornamento, del debordare delle emozioni, dell’effimero, della ridondanza. Se ogni epoca ha un suo principio organizzativo e una forma istituente non possiamo non vedere che questo principio per la nostra epoca è il nuovo barocco.
Wunderkammer/Internet è dunque viaggio e spettacolo, moltiplicazione delle forme e delle esperienze ma, se consideriamo la sua origine di passatempo di lusso per ricchissimi signori e vogliamo andare oltre nella ricerca dei suoi significati, è anche il lusso del tempo. E l’uso del tempo, nel nostro oggi che vive un eterno presente e un’eterna accelerazione, è diventata cosa estremamente importante, profondamente sentita nonostante sembri essere volutamente “bandita”. La grande contraddizione sta nel fatto che, se il nostro presente ha una caratteristica saliente, è proprio quella di essere il tempo in cui il più grande privilegio riconosciuto è quello di sfuggire alle costrizioni e alle ansie della contemporaneità. Ecco perché dopo tanto parlare di eco-compatibilità e di doveroso rispetto per l’ambiente forse non è idea peregrina quella di iniziare anche a parlare di un’ecologia del tempo che viviamo.

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Tipologie tessili

Naturalia
CONSUMO, COSCIENZA E CONOSCENZA
Il consumatore sempre di più si indirizza verso prodotti che garantiscono la trasparenza sulla composizione dei tessuti, i luoghi e le condizioni di produzione del capo di abbigliamento causando, tra le altre cose, un passaggio della mentalità dell’acquirente dalla “supply chain” alla “demand chain”. I tessuti con una buona durata si rivelano vitali per il ciclo di consumo del capo d’abbigliamento e alla riduzione dell’impatto ecologico e l’aumento del valore nell’economia circolare. Ci ispiriamo alla bellezza delle entità vegetali e animali che stanno intorno a noi nel mondo che ancora ci fornisce spunti affascinanti.
Fibre naturali pure o in mista. Filati non eccessivamente fini o medi non troppo corposi. Movimenti suggeriti dalle fiammature più o meno evidenti.

Exotica
OLISMO, COMFORT, IDENTITÀ
L‘atteggiamento più olistico del consumatore porta alla ricerca di un maggiore equilibrio tra lavoro e tempo libero, tra offline e online, tra tempi di attività e tempi di riposo. La ricerca di ritmi di vita più naturali con conseguente ricerca di tessili che abbinino un uso più netto del colore e dei suoi contrasti a mani con particolari sensazioni tattili ispirate agli elementi naturali e tradizionali. Un omaggio alla ricchezza e alle diversità del mondo, per rispetto del passato e del presente di ogni identità culturale e in appoggio al partito preso della eco-compatibilità e del riuso della materia e alla sempre più sentita coscienza della limitatezza delle risorse.
Fibre principalmente naturali. Filati piuttosto corposi con begli effetti visibili di ritorsione come i cordonetti a più capi e gli ondati anche un poco irregolari.

Artificialia
FASCINO, EDONISMO, STIMOLO
Considerare il bisogno di allontanamento dall’iper-connessione del mondo digitale in cui siamo immersi e quello del ricollegarsi alla realtà del mondo circostante e ai nostri simili, ma anche alla ricerca di cose esteticamente piacevoli ed elaborate, dell’arte e del savoir-faire intese come antidoto alla uniformità programmata. Lo scopo è quello di permettere al consumatore esigente di discostarsi dalla uniformità crescente del mainstream della moda globale, dalla noia generata dalle vetrine debordanti di cose perfettamente seriali e identiche in qualsiasi parte del globo ci si trovi. Introduciamo nuove luci e nuovi plus estetici nei prodotti per suscitare nuovi interessi. Se il lusso ha un futuro, questo si trova nella sartorialità, nel fatto su misura, nelle serie minime e nelle elaborazioni sofisticate della materia.
Fibre sia naturali sia man made. Filati di aspetto fine in declinazioni seriche o man made con aspetto serico lucido e semilucido ma anche leggermente rustici come le toussah o bourrette senza eccessive irregolarità e conservanti una buona dose di luce naturale.

Scientifica
MULTI-FUNZIONALITÀ, CONFORT, FUTURO
Abiti più flessibili: dal cross-over all’abito con alta performance tecnica. La ricerca di benessere è sempre di più una tendenza dominante e buoni risultati di vendita vengono dall’abbigliamento che soddisfa le richieste di alta versatilità e qualità del prodotto. Si riprendono i temi dell’active-wear e quello del casual, li si perfeziona con una ulteriore messa a punto che punta a un progetto evolutivo di questa “specie” tessile anche unendo ai man made performanti alcune fibre naturali per raggiungere mani e aspetti più sofisticati, spesso tridimensionali, e confortevoli.
Filati man made puri e in mista con naturali. I filati e i finissaggi performanti sono di capitale importanza ma, per la parte non trascurabile del casuale che si ispira al tecnico, sono anche importanti le decorazioni e i movimenti sia sull’ortogonale che sul circolare. Quest’ultimo riprende anche i motivi jacquard molto decorativi a più colori e l’illustrazione di grafismi geometrici anche a grande rapporto.

Biella, 9 dicembre 2019

 

Il road-show di Filo presenta le novità della 53a edizione

Il road-show di Filo presenta le novità della 53a edizione

È in programma oggi a Biella la prima tappa italiana del road-show per la presentazione della 53a edizione di Filo, il Salone dei filati e delle fibre per tessitura ortogonale e a maglia circolare e per tessili tecnici.
La riunione di Biella si tiene alle ore 10.30 nella Sala Valetto dell’Unione Industriale Biellese (Via Torino 56).
Il road-show prosegue domani 10 dicembre 2019 a Milano, sempre alle ore 10.30, presso la sede di Confindustria Moda in via Alberto Riva Villasanta 3.
Il road-show di Filo si conclude giovedì 12 dicembre 2019 a Prato, alle ore 14.30, presso la Camera di commercio di Prato in via del Romito 71.

Il road-show di Filo di dicembre 2019 è particolarmente importante. È infatti la prima occasione per illustrare in dettaglio agli operatori le due rilevanti novità che riguardano la 53a edizione: lo spostamento della sede al MiCo – Milano Convention Centre e le nuove date, con la scelta di tenere il Salone nei giorni di giovedì e venerdì (rispettivamente 27 e 28 febbraio 2020), invece dei consueti mercoledì e giovedì.

Spiega Paolo Monfermoso, responsabile di Filo: «negli ultimi anni Filo è cresciuto, nel numero degli espositori e dei visitatori. Un fatto che ci ha dato grande soddisfazione per il lavoro svolto, ma che allo stesso tempo ci ha messo davanti a una scelta difficile: il Palazzo delle Stelline non aveva lo spazio necessario per garantire agli espositori e ai visitatori tutti quei servizi che caratterizzano oggi una fiera come Filo. Abbiamo così preso la decisione di lasciare la sede storica di Filo per trasferirci al MiCo – Milano Convention Centre, dove abbiamo a disposizione una volumetria più ampia, che utilizzeremo per migliorare una serie di aree che prima non erano sviluppate nel modo che avremmo desiderato, proprio per mancanza di spazio. Grazie alla funzionalità degli spazi espositivi della nuova sede, abbiamo intenzione di ripensare l’Area Tendenze, in modo da valorizzare ancora di più le proposte degli espositori, di ampliare l’area di accoglienza e di creare nuove zone di lavoro e di relax per i visitatori».
Prosegue Monfermoso: «Per l’edizione di febbraio 2020 abbiamo anche voluto provare a passare dai tradizionali mercoledì e giovedì al giovedì e venerdì. Riteniamo infatti che situarci alla vigilia del fine settimana dia una maggiore tranquillità ai visitatori. La novità è stata accolta con interesse dagli espositori e pensiamo che possa risultare gradita anche ai visitatori, proprio perché è in linea con il carattere business-to-business di Filo».
Conclude Monfermoso: «Naturalmente, in questi importanti cambiamenti restano immutate le caratteristiche essenziali di Filo: l’essere una fiera business-to business, orientata all’efficacia e alla concretezza e fondata sull’eccellenza e la sostenibilità delle aziende e dei prodotti esposti. Così come immutate restano le nostre collaborazioni con Ice-Agenzia, con Sistema Moda Italia e con Milano Unica, con i quali condividiamo l’obiettivo del rafforzamento della filiera tessile italiana».

Il road-show di presentazione della 53a edizione di Filo è dedicato poi all’illustrazione delle proposte sviluppo prodotto individuate da Gianni Bologna, responsabile creatività e stile di Filo, dal titolo “Wunderkammer”. Secondo Bologna, «la Wunderkammer è una significativa metafora del mondo attuale. È infatti un catalogo “scientifico”, è una summa “estetica” (e caotica), è spettacolo di bellezze e brutture, è indubbiamente un viaggio. D’altra parte, il consumatore sempre di più si indirizza verso prodotti che garantiscono la trasparenza sulla composizione di tessuti, luoghi e condizioni di produzione del capo di abbigliamento. Lo scopo è allora quello di permettergli di discostarsi dalla uniformità crescente del mainstream della moda globale, dalla noia generata dalle vetrine debordanti di cose perfettamente seriali e identiche in qualsiasi parte del globo ci si trovi».

La 53a edizione di Filo si terrà giovedì 27 e venerdì 28 febbraio 2020 al MiCo – Milano Convention Centre (via Gattamelata 5 Milano).

Biella, 9 dicembre 2019

 

Filo al MiCo – Milano Convention Centre

Filo al MiCo – Milano Convention Centre

La 53a edizione di Filo si svolgerà nei giorni giovedì 27 e venerdì 28 febbraio 2020 al MiCo – Milano Convention Centre.
Il nuovo spazio espositivo scelto da Filo si trova in via Gattamelata, 5 a Milano.

Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, spiega così il cambio di sede di Filo: “Abbiamo deciso di lasciare la sede storica di Filo – il Palazzo delle Stelline – per la necessità di garantire al nostro Salone uno spazio espositivo più grande. Il trasferimento a MiCo ci permette infatti di avere a disposizione una volumetria più ampia, che utilizzeremo per offrire a espositori e visitatori una serie di servizi che, Filo non poteva mettere a loro disposizione proprio per mancanza di spazio”.

Precisa Monfermoso: “Filo manterrà intatto il suo carattere, proseguendo nella selezione scrupolosa degli espositori, che continueranno a essere aziende di assoluta eccellenza, attente alla sostenibilità, all’innovazione e alla ricerca. In più, dalla 53a edizione di febbraio 2020, nei nuovi spazi espositivi, potremo valorizzare le proposte degli espositori grazie a un’Area Tendenze non solo più ampia, ma anche più creativa e suggestiva, in linea con le caratteristiche di una fiera come Filo. Amplieremo la FiloLounge, riservata ad espositori e stampa, e allo stesso tempo appronteremo nuovi servizi studiati in particolare per i visitatori, in modo che possano dedicare tutto il loro tempo e tutta la loro attenzione alle collezioni esposte negli stand, lungo tutta la durata del Salone”.

Immediatamente riconoscibile per la copertura a forma di cometa, MiCo è diventato in pochi anni un punto di riferimento per le esposizioni internazionali. Alla funzionalità degli spazi fieristici, unisce la posizione strategica, in prossimità di City Life, uno dei quartieri più innovativi e all’avanguardia di Milano. La zona è facilmente raggiungibile sia in auto sia in metropolitana e ha rapidi collegamenti con la stazione ferroviaria e gli aeroporti milanesi.

Conclude Monfermoso: “Stiamo cercando di costruire per Filo un vestito nuovo, più adatto alle esigenze di un sistema tessile attraversato da grandi cambiamenti, che investono allo stesso tempo aspetti economici, sociali e culturali.

Sotto il vestito, però, resta intatta la filosofia di Filo, incentrata sulla qualità, la professionalità, la concretezza e l’efficacia”.

La 52a edizione di Filo si chiude con un bilancio positivo

La 52a edizione di Filo si chiude con un bilancio positivo

La 52ª edizione di Filo, salone internazionale dei filati e delle fibre, si è chiusa oggi con risultati molti positivi.

Afferma Paolo Monfermoso, responsabile di Filo: «La 52a edizione di Filo si chiude con un bilancio positivo, da apprezzare in particolare perché ottenuto in un contesto congiunturale non favorevole. In questa edizione abbiamo registrato 101 espositori e un numero di visitatori in linea con l’edizione di settembre 2018. La 52a edizione è stata l’occasione per presentare i primi risultati di FiloFlow, il progetto sostenibilità di Filo. Il numero di espositori che hanno aderito (il 35%) è andato al di là delle nostre aspettative, segno dell’attenzione che i nostri espositori dedicano al tema, spesso senza comunicarlo. Abbiamo deciso di lanciare FiloFlow proprio per questi motivi, per dare visibilità e valorizzare i processi di produzione e i prodotti sostenibili realizzati dagli espositori di Filo. Perché è il mercato che richiede, con sempre maggiore insistenza, una filiera tessile-abbigliamento sostenibile e tracciabile. E perché la sostenibilità, per come la intendiamo noi, deve riguardare l’ambito ambientale come quello etico-sociale ed è un impegno serio e continuativo. La risposta delle aziende al progetto FiloFlow ci ha permesso anche di individuare i punti sui quali ci sono ancora ampi margini di miglioramento, sui quali lavorare nel prossimo futuro».

Alla “Sostenibilità: un processo virtuoso” è stato dedicato il workshop che si è svolto nel tardo pomeriggio del 25 settembre, su precisa richiesta degli espositori, che infatti hanno partecipato numerosi all’incontro. Nel suo intervento, Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha sottolineato come «La trasparenza, la tracciabilità, l’etica, la sostenibilità sono tutti fattori che contribuiscono a definire il valore aggiunto dell’intangibile: un valore aggiunto che definisce il made in Italy e il nostro tessile di eccellenza a partire da qui, dalla filatura, per arrivare fino alle maison di moda degli stilisti del lusso mondiale».

I commenti degli espositori al termine della seconda giornata confermano la soddisfazione per il lavoro svolto nella 52a edizione di Filo.

Vincenzo Caneparo di Davifil: “Il giudizio sui due giorni di Filo è decisamente positivo. Il numero di visitatori è in linea con quello che sempre registriamo nell’edizione di settembre. La nostra azienda propone una vasta gamma di prodotti, tutti all’insegna della qualità; proponiamo anche filati riciclati e da qualche anno lavoriamo sulle lane di scarto non tinte, che hanno dato risultati interessanti. FiloFlow ha avuto la nostra adesione, anche perché siamo decisamente sensibili al tema e da anni investiamo per arrivare a un ciclo produttivo sempre più sostenibile”.
Giudizio più che positivo anche da Francesco Della Porta di Pozzi Electa: “Questa edizione è stata molto positiva. La nostra azienda punta molto sull’innovazione e i clienti cercano da noi le novità, che in questo momento riguarda soprattutto tutto ciò che attiene al concetto di sostenibilità. Molto interesse c’è stato dunque per i nostri filati riciclati, di poliestere e di cotone. Abbiamo messo le basi per un nuovo progetto di un filato poliammide/poliestere biodegradabile. In sintesi, la nostra azienda produce totalmente in Italia e produciamo con impianti di energia rinnovabile: insomma per noi la sostenibilità è un impegno concreto e molto serio”.
Paola Rossi di Zegna Baruffa Lane Borgosesia: “Il nostro giudizio su Filo è come sempre positivo: è una fiera unica nel panorama tessile. Abbiamo avuto un notevole afflusso di visitatori, in particolare nel primo giorno di fiera e in particolare da paesi stranieri, Usa e Regno Unito in primo luogo. I clienti si orientano sui filati di pregio: lana e seta, lana-seta-lino, lino e cashmere”.
Annalisa Garizio di Marchi e Fildi giudica “positiva questa edizione di Filo. Soprattutto nel secondo giorno, abbiamo registrato un notevole afflusso di clienti, spalmato lungo tutta la giornata. Per quanto ci riguarda continuiamo a fare ricerca e a innovare, grazie anche al nostro impianto pilota di R&S, proprio perché crediamo che solo rinnovando profondamente le nostre collezioni e il nostro modo di produrre si possa consolidare la nostra posizione sul mercato. Questo, naturalmente, senza rinunciare ai nostri principi fondamentali, primo fra tutti l’alta qualità dei nostri articoli. Lo stesso discorso vale per la sostenibilità in ambito tessile: ben venga una sempre maggiore consapevolezza del problema”.
Francesco Ferraris di Finissaggio Tintoria Ferraris “Per noi Filo è un momento di confronto con i clienti, ma anche con chi svolge il nostro stesso lavoro. non è un caso che nei due giorni siano passati dal nostro stand tutti i nostri principali clienti, siano essi filatori o lanifici. È un momento di riflessione e mi sembra di particolare interesse che nelle ultime due edizioni il focus di Filo sia stato sulla sostenibilità: è il riflesso di un cambiamento forte nel mercato. La partecipazione a Filo ci permette di capire le esigenze del mercato, quali sono i prodotti più ricercati”
Stefano Aglietta di Italfil “Questa edizione di Filo si conferma in linea con le altre edizioni. C’è una ripresa della richiesta di prodotti di alta qualità, molto ricercati dai clienti sia italiani sia stranieri, soprattutto dal Nord Europa.”.
Maurizio Mancini di Tintoria Mancini: “Filo è una fiera importante per noi: qui incontriamo tutti i nostri clienti, che sono anche fra gli stessi espositori. Qui possiamo colloquiare con loro in maniera più approfondita e capire meglio le loro esigenze, prodotti alla mano. Questa edizione è andata molto bene, soprattutto nel secondo giorno e soprattutto per quanto riguarda gli stranieri, provenienti da diversi paesi europei, dai Paesi Bassi all’Inghilterra. I clienti chiedono oggi un servizio che rimette al centro il distretto, che ha la potenzialità di offrire una gamma completa di soluzioni se le imprese sanno fare squadra”.
Alberto Gaia di Xinao: “È la nostra seconda volta a Filo e siamo molto soddisfatti, abbiamo costruito buoni contatti non solo con clienti italiani, ma anche stranieri. Il mercato italiano è per noi molto interessante e Filo offre senz’altro l’occasione per conoscerlo più in profondità”.
Dino Masso di Tintoria Finissaggio 2000: “Filo è per noi un’occasione di riflessione. Il bilancio dei due giorni è nettamente positivo, con contatti interessanti anche con nuovi potenziali clienti. I visitatori sono stati molti, in particolare italiani. Quanto alla sostenibilità, è un concetto in cui crediamo, come dimostriamo attraverso i costanti investimenti nel nostro stabilimento”.
Laura Mauri di Filatura Luisa: “Nonostante la stagione estiva non sia per noi la più significativa, siamo molto soddisfatti di questa edizione, abbiamo registrato nuovi contatti di potenziali clienti. Tra i visitatori, molti stranieri da Francia, Regno Unito, Usa, Turchia e Corea. Abbiamo partecipato con entusiasmo a FiloFlow, di cui condividiamo appieno la filosofia”.
Alex Zanuto di Servizi e Seta: “Consideriamo positiva la nostra partecipazione a questa edizione di Filo. I clienti, soprattutto italiani, hanno incentrato le loro richieste su prodotti che rispondano a criteri di sostenibilità. Quanto ai numeri, il numero di contatti è in linea con l’edizione di settembre 2018”.
Adolfo Marchetti di Iride: “Una buona edizione, l’affluenza è stata superiore nel secondo giorno. Abbiamo registrato visite di clienti consolidati, ma anche di nuovi. L’interesse per le colorazioni naturali è infatti in crescita, seguendo il sempre maggiore impegno delle aziende a valle verso prodotti e processi sostenibili”.
Eric Lenard di UTT: “La nostra azienda partecipa a Filo da alcune edizioni e siamo molto soddisfatti. Il secondo giorno di fiera è stato per noi leggermente più calmo. In questa edizione abbiamo ricevuto molte visite, di clienti molto variegati, soprattutto italiani, ma anche provenienti da Giappone, Spagna, Regno Unito. E non si è trattato solo di produttori di tessuti, ma anche di maglieria circolare. In definitiva, una edizione molto positiva”.

L’appuntamento è a febbraio 2020 con la 53a edizione di Filo.

52a edizione di Filo: la sostenibilità secondo FiloFlow

52a edizione di Filo: la sostenibilità secondo FiloFlow

È al di là delle aspettative il successo che FiloFlow, il progetto sostenibilità di Filo, ha raccolto tra le aziende espositrici della 52a edizione.
Lanciato nella primavera scorsa, FiloFlow è un progetto di lungo periodo di tracciatura della filiera. Il suo obiettivo primario è mettere in evidenza e valorizzare i processi di produzione e i prodotti sostenibili realizzati dagli espositori di Filo.

I primi risultati di FiloFlow sono stati presentati oggi nel corso della prima giornata della 52a edizione di Filo, che si tiene fino a domani al Palazzo delle Stelline di Milano. Disegnano un quadro confortante della consapevolezza delle aziende espositrici verso una tematica che è sempre più al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale: lo dimostra, a livello planetario, il Climate Action Summit dell’Onu che si è appena concluso a New York; e a livello italiano, per restare nella città che ospita Filo, lo dimostra la Milano Green Week, che si svolge proprio in questi giorni e che punta a coinvolgere i cittadini nel rendere la città più verde e sostenibile.

Se dunque i consumatori e i mercati sono sempre più alla ricerca di una “moda sostenibile”, le aziende che espongono a Filo sono pronte a fare la loro parte e a rispondere a queste esigenze, consapevoli che la sostenibilità si può costruire solo coinvolgendo tutta la filiera.
Al progetto FiloFlow ha infatti aderito il 35% degli espositori. L’82% di loro utilizza anche materie prime originate da riciclo, pre e post-consumo, biomateriali. Sotto il profilo della tracciabilità di filiera, il 96% usa materie prime di origine certificata. L’81 per cento delle aziende nell’ultimo anno ha acquistato (o deciso di acquistare) nuovi macchinari che riducono i consumi di energia o acqua e in generale l’impatto ambientale. L’81% delle aziende dichiara di consumare meno energia rispetto al passato, soprattutto elettricità (95%) ma anche gas (25%). Sono dati certamente positivi, però solo il 22% delle imprese ha un impianto per il recupero di calore e solo il 40% un impianto di energia da fonti rinnovabili: è evidente che qui i margini di miglioramento sono ampi. Il 75% delle aziende ha ridotto il consumo di acqua. Il chemical management è una questione che riguarda in particolare le tintorie: tra quelle che hanno aderito a FiloFlow, il 92% ha ottenuto una certificazione. Il 68% delle imprese ha iniziato un percorso che le porta a riutilizzare o riciclare internamente gli scarti di lavorazione; il 72% li rivende ad altre attività manifatturiere.
Sotto il profilo etico-sociale, il 75% delle aziende ha introdotto piani di formazione continua dei propri dipendenti; il 40% ha un sistema di misurazione della soddisfazione dei dipendenti e il 61% ha realizzato un proprio sistema di welfare.
C’è molta attenzione anche verso i fornitori: il 79% delle aziende ha predisposto un sistema di certificazione e monitoraggio dei propri fornitori, che nell’82% dei casi si basa su indicatori condivisi dagli stessi fornitori.
L’89% delle aziende ha nominato un responsabile della sostenibilità.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati della prima fase di FiloFlow – dichiara Paolo Monfermoso, responsabile di Filo – Il numero di adesioni è andato al di là delle nostre aspettative, coinvolgendo espositori italiani e stranieri. Anche dal punto di vista dei contenuti, i dati mostrano quanto le nostre aziende siano già consapevoli della centralità della questione “sostenibilità” per il futuro del tessile-abbigliamento. Da sottolineare anche le iniziative che le aziende espositrici hanno intrapreso per migliorare le condizioni di lavoro e il benessere dei propri lavoratori, consolidando una lunga tradizione di alcune realtà dell’imprenditoria italiana. Una volta di più Filo dimostra di essere una fiera che propone l’eccellenza dei filati, da oggi non più solo sotto il profilo della qualità e dell’innovazione, ma anche sotto quello della sostenibilità”.

52a edizione di Filo: presentati i primi risultati di FiloFlow

52a edizione di Filo: presentati i primi risultati di FiloFlow

I primi risultati del progetto FiloFlow sono stati presentati oggi a Filo, nel corso del workshop “Sostenibilità: un processo virtuoso”.

Perché FiloFlow
Il tema della sostenibilità e del contrasto al cambiamento climatico è al centro dell’attenzione in tutto il mondo. Basta dire che a New York si è appena concluso il Climate Action Summit dell’Onu, che si proponeva l’obiettivo di indicare azioni concrete per affrontare la questione.
In questo contesto, l’attenzione alla sostenibilità è diventata per le aziende del tessile-abbigliamento una condizione imprescindibile per affermarsi sui mercati internazionali.
D’altra parte, le aziende che espongono a Filo hanno dimostrato già da anni una particolare sensibilità al tema, introducendo processi di lavorazione che riducono l’impatto sull’ambiente.
Filo – come è nella sua mission di Salone orientato alla concretezza, professionalità ed efficacia – ha perciò deciso, nella primavera scorsa, di lanciare il suo progetto di sostenibilità FiloFlow, proprio per permettere agli espositori di mettere in evidenza le azioni da loro intraprese verso processi di produzione e prodotti sostenibili.

Obiettivi di FiloFlow
FiloFlow è un progetto di tracciatura della filiera, di lungo periodo, che ha l’obiettivo di valorizzare e accrescere la sensibilità delle aziende verso la realizzazione di sistemi di produzione e prodotti sostenibili, sia sotto il profilo ambientale che etico-sociale.

Il percorso
Alle aziende espositrici è stato inviato un questionario, appositamente studiato, che conteneva domande sull’azienda, sulle materie prime utilizzate, sulla tracciabilità di filiera, sui consumi energetici, sul chemical management, sulla gestione degli scarti, sul monitoraggio ambientale, sulle certificazioni ottenute e sul coinvolgimento in attività etico-sociali.
La partecipazione al progetto da parte delle imprese è stata volontaria e basata sull’autocertificazione.
Alle aziende che rispondono ai criteri individuati da Filo è stato assegnato il logo FiloFlow, che le rende immediatamente riconoscibili, negli stand e sul catalogo del Salone; nell’Area Tendenze, ritorna il logo FiloFlow con l’elenco delle aziende che vi hanno aderito e un filmato che illustra i risultati del progetto.

I risultati
I risultati sono significativi e sono andati al di là delle aspettative, sia per numero di adesioni sia per i contenuti.

Le aziende a marchio FiloFlow
A FiloFlow ha aderito il 35 per cento delle aziende che espongono alla 52a edizione di Filo.
Sono state invitate a partecipare, infatti, le 101 aziende che espositrici di settembre 2019.
Hanno aderito 35 aziende, 28 italiane e 7 straniere. Si tratta di 23 filature (66%), 7 imprese di filatura e tintoria (22%) e 5 tintorie (10%).
Da sottolineare che l’82% della produzione avviene in Italia.

Materie prime e tracciabilità
L’82% delle aziende che aderiscono a FiloFlow utilizza anche materie prime originate da riciclo, pre e post-consumo, biomateriali. E il 96% usa materie prime di origine certificata. Mentre l’86% delle aziende ha una certificazione oppure ha sviluppato un programma di tracciabilità della propria filiera.

Risparmi energetici
L’81 per cento delle aziende nell’ultimo anno ha acquistato (o deciso di acquistare) nuovi macchinari che riducono i consumi di energia o acqua e in generale l’impatto ambientale.
Rispetto al passato, sempre l’81% delle aziende dichiara di consumare meno energia.
Il 24% possiede un impianto di cogenerazione e/o recupero di calore
Il 39% possiede un impianto di energia da fonti rinnovabili.
Ma solo il 22% delle imprese ha un impianto per il recupero di calore e solo il 40% un impianto di energia da fonti rinnovabili: è evidente che qui ci sono ampi margini di miglioramento, che potrebbero essere incentivati con opportune politiche.
Quanto all’acqua, ne ha ridotto il consumo rispetto al passato il 75% delle aziende.

Rifiuti
Il 68% delle imprese che partecipano a FiloFlow usa o ricicla internamente gli scarti di lavorazione del proprio ciclo produttivo. Il 72% rivende ad altre attività manifatturiere i propri scarti di lavorazione.

Gestione degli agenti chimici
La domanda sul chemical management era rivolta in particolare alle tintorie. Il 92% delle tintorie che ha aderito a FiloFlow ha ottenuto una certificazione in questo ambito oppure ha messo a punto un programma di chemical management.

Profilo etico-sociale
Il 75% delle aziende ha introdotto piani di formazione continua dei propri dipendenti (non dei manager) che vanno al di là delle prescrizioni di legge. Il 40% ha un sistema di misurazione della soddisfazione dei propri dipendenti e il 61% ha realizzato un sistema di welfare dedicato ai propri dipendenti.
Il 79% ha un sistema di certificazione e monitoraggio dei propri fornitori, che nell’82% dei casi si basa su indicatori condivisi dagli stessi fornitori
L’89% ha individuato una persona al suo interno quale responsabile della sostenibilità.

Profilo ambientale
Il 44% delle aziende ha una certificazione di tipo ambientale del proprio ciclo produttivo o del proprio prodotto
Il 74% delle aziende che non hanno una certificazione ambientale, ha comunque approntato un monitoraggio delle emissioni e/o degli scarichi

Il progetto FiloFlow non si esaurisce con la 52a edizione, ma prosegue il suo percorso nelle prossime edizioni di Filo.

Filo n. 52: il sapore della sostenibilità

Filo n. 52: il sapore della sostenibilità

La sostenibilità ha molte facce. Può essere la scelta di adottare processi produttivi che minimizzano l’impatto sull’ambiente e che rendono migliori le condizioni di lavoro. Oppure si può ritrovarla nella decisione di seguire una antica tradizione di lavorazione e un legame con il territorio che significa in primo luogo conoscenza e rispetto delle sue peculiarità. Comunque sia, la sostenibilità percorre tutta la 52a edizione di Filo (25-26 settembre 2019 al Palazzo delle Stelline di Milano), a partire naturalmente dalle collezioni degli espositori che mai come in questa occasione propongono filati e materiali “sostenibili”. Se ne trova una prova nell’Area Tendenze del Salone, dove le aziende che hanno aderito a FiloFlow, il progetto sostenibilità di Filo, sono immediatamente riconoscibili.

E se le collezioni degli espositori sono una riprova di come dal rispetto del territorio, delle sue tradizioni e della sua cultura nascono prodotti di eccellenza, capaci proprio per queste loro caratteristiche di conquistare i mercati più lontani, gli stessi concetti ispirano l’agire quotidiano delle aziende che affiancano Filo nel garantire l’organizzazione e i servizi messi a disposizione di espositori e visitatori nei due giorni di fiera.

Dal 1947 tradizione e innovazione convivono nel cuore dei prodotti di Botalla Formaggi e si fondono in un’unica anima, dove il nuovo non dimentica il passato, ma al contrario lo protegge, lo rende ancora più perfetto e lo proietta nel futuro. Un esempio in più? Che bio!, il formaggio bio di Botalla, per il quale viene utilizzato esclusivamente latte biologico prodotto da aziende agricole zootecniche piemontesi che allevano razze autoctone. Un sistema di produzione del latte altamente sostenibile, in perfetto equilibrio con l’ambiente e con una produzione foraggiera realizzata attraverso una filiera controllata e certificata.

Pasticceria Massera fonda la sua produzione su lavorazioni antiche e non a caso si definisce orgogliosamente “di tipo artigianale”. Come ai tempi degli inizi, quando il fondatore Luigi Massera sfornava i famosi torcetti per la festa del paese, la lavorazione prevede infatti la scrupolosa esclusione di conservanti e coloranti, un inimitabile amalgama di dosaggio e manipolazione e l’uso di ingredienti esclusivamente naturali: farina, burro e zucchero, ciò che di più semplice e quotidiano la cucina possa offrire all’arte dolciaria. È così che dal 1920 a oggi la Pasticceria Massera è diventata un fiore all’occhiello della produzione dolciaria biellese, ricevendo riconoscimenti prestigiosi, come il Marchio di eccellenza artigiana della Regione Piemonte.

Nei due giorni di Filo non può poi mancare Birra Menabrea. Con più di 170 anni di storia, il celebre marchio ha come punti di forza qualità, tradizione e cultura. Alla base del suo successo ormai internazionale c’è la scelta di utilizzare gli ingredienti della ricetta tradizionale: a partire dalla qualità delle acque delle Alpi biellesi, dalla scelta del luppolo, dal ceppo di lieviti, dal malto. L’azienda è impegnata nella realizzazione di importanti investimenti per assicurare un processo industriale efficiente, rispettoso dei più severi standard qualitativi e di compatibilità ambientale, come già mostra l’innovativo impianto di imbottigliamento. Il birrificio ha un’anima tradizionale che mantiene inalterata la localizzazione della sede, la ricetta originale, l’altissima qualità degli ingredienti. Ma, allo stesso tempo, è una realtà in continua evoluzione volta a costanti perfezionamenti, sotto ogni punto di vista. Per questo è il partner ideale di Filo.

A Filo l’acqua ha un solo nome: Lauretana. Nei suoi cinquanta anni di attività, Lauretana ha saputo ritagliarsi uno spazio distintivo nel panorama internazionale delle acque minerali, scegliendo una logica

imprenditoriale da sempre orientata alla qualità anziché al puro profitto. La sua sorgente si trova sul Monte Rosa, nella zona alpina delle montagne biellesi, in un territorio incontaminato a oltre mille metri di altezza. Per far sì che l’acqua Lauretana arrivi sulle tavole come sgorga dalla fonte, senza alcun trattamento né forzatura, il ciclo produttivo è legato al meteo: nei mesi invernali, quando piove poco e temperature troppo basse corrono il rischio di gelare le acque, i ritmi di produzione rallentano. Le linee di imbottigliamento – completamente rinnovate e di ultima generazione, con sistemi di controllo igienici all’avanguardia – sono quattro: due dedicate alle bottiglie in Pet (polietilene tereftalato, un materiale riciclabile, infrangibile e molto leggero) e due dedicate alle bottiglie in vetro, con la possibilità di gestire il vuoto a rendere, per il mercato nazionale ed europeo, e il vuoto a perdere, per i mercati esteri. L’acqua più leggera d’Europa per valori organolettici accompagna il lavoro negli stand di Filo e negli spazi dedicati ai momenti più conviviali

Ancora una volta, nella 52a edizione di Filo la realizzazione dei due light-lunch e dei buffet per i cocktail che seguono la conferenza stampa e il workshop del 25 settembre è curata da Ramella Banqueting. Le proposte dello chef Ivan Ramella sono una delizia per il palato e uniscono l’attenzione alla tradizione culinaria del territorio biellese con la ricerca di ricette sempre nuove, riuscendo così a coniugare creatività e tradizione nel rispetto della stagionalità e dei prodotti del territorio. Dal 1946, la famiglia Ramella ha fatto della ristorazione di qualità un’arte che racchiude la professionalità, la passione e lo stile dell’ospitalità. Come dimostrano, a fianco dell’attività di banqueting, i vari ristoranti e le iniziative realizzate dalla famiglia Ramella nel Biellese.

Ma non ci sono solo le imprese alimentari di grande gusto e qualità a collaborare con Filo per rendere un successo la 52a edizione.

V2 è un’azienda biellese di abbigliamento, “giovane” per vocazione e per anno di fondazione. Per Filo, V2 ha appositamente disegnato e realizzato le felpe indossate dalle hostess e dagli steward della 52a edizione. Nella elegante semplicità dei capi, bianchi e con il logo di Filo, si riconosce la filosofia dell’azienda, che premia il made in Italy e si affida a lavorazioni accurate. Il lavoro manuale che porta alla realizzazione di ogni capo V2 è infatti un percorso volto a distinguere l’azienda in un mercato pieno di prodotti basati semplicemente su stampe e scritte, spesso banali. Perché, come dicono i fondatori di V2, “il classico si plasma, si rinnova, diventa unico”.

Tutto improntato alla sostenibilità è il contributo dello Scatolificio Biellese. In primo luogo, perché la materia prima delle sue lavorazioni – il cartone – è, in generale, una delle più riciclabili e riutilizzabili. Ma soprattutto perché alla 52a edizione di Filo mette a disposizione i contenitori utilizzati per raccogliere i cordoncini dei badge. I contenitori sono ben visibili, con scritte che attirano immediatamente l’attenzione e sono localizzati all’uscita dello spazio espositivo.

Ultima per citazione, ma certo non ultima per importanza, è la Fondazione Stelline. Il Palazzo delle Stelline è infatti la sede storica di Filo, sempre molto apprezzata da espositori e visitatori per la sua posizione al centro di Milano e per il fascino di una location ricca di luce, arte e di storia. Non a caso, Regione Lombardia e comune di Milano hanno costituito la Fondazione, nel 1986, proprio per tutelare e valorizzare lo storico Palazzo delle Stelline e incoraggiare lo sviluppo culturale, sociale ed economico della Lombardia e di Milano, in un’ottica internazionale.

Due giorni di Filo: il programma della 52a edizione

Due giorni di Filo: il programma della 52a edizione

La 52a edizione di Filo, il Salone dei filati e delle fibre, si svolge nei giorni 25 e 26 settembre 2019 al Palazzo delle Stelline di Milano (corso Magenta 61).

► Alle ore 11 del 25 settembre 2019 conferenza stampa di inaugurazione del Salone, riservata alla stampa, presso la Sala Manzoni del Palazzo delle Stelline (primo piano):

– In anteprima per la stampa, Paolo Monfermoso illustra i contenuti della 52a edizione di Filo e commenta i primi risultati di FiloFlow, il progetto sostenibilità di Filo.

(Segue light-lunch presso la FiloLounge)

► Alle ore 18 del 25 settembre 2019 workshop di inaugurazione di Filo “Sostenibilità: un processo virtuoso” presso la Sala Manzoni del Palazzo delle Stelline (primo piano).
Vi partecipano:

– Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese
– Paolo Monfermoso, responsabile di Filo
– Alessandra Tortora, ZDHC –
– Raffaella Carabelli, Acimit
– Francesco Marconi, Quinto Ampliamento
– Eleonora Giada Pessina, Progetto sostenibilità Pirelli

(Segue cocktail)

► Alle ore 14.30 del 26 settembre 2019, presso la Sala Manzoni del Palazzo delle Stelline (primo piano) “Filati “intelligenti”: soluzioni sostenibili per la moda di domani”: una conversazione con
– Andreas Roerich, Director Product Development & Innovation Wolford
– Giusy Bettoni, C.L.A.S.S. Ceo and Founder

► Nei due giorni di Filo è presente in fiera una delegazione di buyer e giornalisti stranieri invitati da Filo in collaborazione con Ice-Agenzia. La delegazione è composta da operatori che rappresentano importanti aziende di Francia, Gran Bretagna, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia e Usa.

► Sempre aperta nei due giorni di Filo la FiloLounge, situata al primo piano del Palazzo delle Stelline. La FiloLounge è un’area riservata in via esclusiva a espositori e stampa dove trovare un momento di pausa, grazie al servizio di caffetteria messo a disposizione dall’organizzazione.

► Tutto quello che accade nei due giorni della 52a edizione di Filo è narrato in presa diretta sui social: basta accedere agli account Filo su Instagram, Facebook, Twitter, YouTube per scoprire il Salone sotto un nuovo punto di vista.

Al via la 52a edizione di Filo

Al via la 52a edizione di Filo

Si apre oggi al Palazzo delle Stelline di Milano (corso Magenta 61) la 52a edizione di Filo, Salone internazionale dei filati e delle fibre. La fiera si conclude domani, 26 settembre 2019.
Filo è aperta dalle 9 alle 18 nel primo giorno e dalle 9 alle 17 nel secondo.

A Filo sono esposti filati di grandissima qualità, destinati all’alto di gamma e prodotti da aziende che fanno della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione le loro parole d’ordine.

Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, afferma: «La 52a edizione di Filo ha come focus la sostenibilità, un tema centrale per il tessile del futuro e un tema al quale il nostro Salone – e le aziende che vi partecipano – è attento da anni. Il tema percorre tutto il Salone, già a partire dall’Area Tendenze, dove saranno immediatamente riconoscibili le aziende espositrici che hanno aderito a FiloFlow, il progetto di sostenibilità che abbiamo lanciato la scorsa edizione. Di sostenibilità discuteremo poi a lungo nel corso dei due giorni di fiera: in primo luogo, nel workshop che si tiene nel primo giorno di Filo, che abbiamo intitolato “Sostenibilità: un processo virtuoso”. In quell’occasione presenteremo i risultati della prima fase di FiloFlow: si tratta di un progetto di tracciatura della filiera, che vuole mettere in evidenza e valorizzare i processi di produzione e i prodotti sostenibili realizzati dagli espositori di Filo. Le aziende espositrici hanno perfettamente compreso gli obiettivi di FiloFlow e vi hanno aderito con convinzione. Di sostenibilità si parlerà anche nell’altro incontro – “Filati “intelligenti”: soluzioni sostenibili per la moda di domani” – programmato nel secondo giorno: lì si guarderà al tema dal punto di vista di chi produce capi finiti, per comprenderne le esigenze e le richieste alle aziende a monte della filiera».
Prosegue Monfermoso «L’approccio di filiera che seguiamo per FiloFlow ha sempre contraddistinto l’azione di Filo, è la costante con cui abbiamo affrontato le diverse tematiche del tessile-abbigliamento. Non a caso, negli ultimi anni Filo ha ampliato collaborazioni che hanno contribuito alla sua crescita, sia nel numero di espositori e visitatori sia nel ruolo sempre più preciso assunto nel panorama fieristico internazionale. Mi riferisco in primo luogo alle collaborazioni con Ice-Agenzia, Sistema Moda Italia e Milano Unica e ora con Acimit, che hanno dato e continuano a dare ottimi risultati, come dimostra per esempio l’interesse crescente che raccoglie la presenza di Filo nell’Area Tendenze di Milano Unica. E lo dimostra in modo concreto la delegazione di buyer stranieri presente a ogni edizione di Filo grazie all’intesa con Ice-Agenzia. La delegazione che arriva alla 52a edizione è composta di buyer provenienti da Francia, Gran Bretagna, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia, Usa: come sempre, sono stati individuati e invitati interpretando le esigenze di mercato delle aziende espositrici. Siamo dunque convinti di aver messo le premesse per una 52a edizione di Filo che risponda, come di consueto, alle esigenze e alle aspettative di espositori e visitatori».

Per la 52a edizione di Filo le proposte sviluppo prodotto elaborate da Gianni Bologna, responsabile creatività e stile del Salone, si ispirano alla “Metamorfosi”. Spiega Gianni Bologna «La metamorfosi è forse il grado massimo di armonia possibile e lo abbiamo scelto come titolo con l’intento di mettere in luce l’idea di compenetrazione, di interazione e di simbiosi tra le presenze umane e non umane di questo pianeta. I materiali tessili coinvolti sono molteplici e le loro combinazioni puntano a creare effetti di superfici mosse in cui anche i giochi di armatura sono preferibilmente in unione con presenze di elastomeri o comunque di elementi che possano in qualche modo “deformarne” leggermente l’andatura regolare ripetitiva del disegno e della struttura del filo e del tessuto».

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