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Carnaby Street, La Strada Che Ha Rivoluzionato La Moda

Carnaby Street, la strada che ha rivoluzionato la moda

Le proposte sviluppo prodotto della 49a edizione di Filo si incentrano sul tema degli street styles e delle ispirazioni e rielaborazioni che ne derivano. E proprio da una strada – la londinese Carnaby Street – nasce la moda come la concepiamo oggi. I 1826 giorni tra il 1966 e il 1970 segnano infatti una vera e propria “rivoluzione culturale” e vengono ora raccontati in mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano, dove agli abiti che in quegli anni hanno fatto tendenza (e scandalo) è dedicata una intera sezione.

Curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum di Londra insieme a Fran Tomasi, Clara Tosi Pamphili e Alberto Tonti e già approdata a Londra e a Montréal, Revolution 1966-1970 fa ora tappa a Milano, fino al 4 aprile 2018, coprodotta dal comune di Milano.

È in quegli anni che improvvisamente Carnaby Street a Londra diventa l’ombelico del mondo, la fucina dalla quale arrivano valanghe di idee. E d’altra parte la rivoluzione nella moda è il segno più visibile del cambiamento di quel periodo, il modo più immediato per comunicare agli altri le proprie scelte: il rifiuto delle regole imposte, la volontà di non essere come i padri e le madri. Afferma Clara Tosi Pamphili: “Le gambe scoperte delle ragazze e i capelli lunghi dei ragazzi manifestano quotidianamente la voglia di restare bambini e selvaggi, il corpo è privo di costrizioni sotto abiti minimal geometrici o lunghe silhouette che scivolano addosso lasciando libero ogni movimento”.

In mostra anche l’espressione del tempo nella moda italiana: insieme alle immagini di Blow Up (il celeberrimo film di Michelangelo Antonioni dedicato alla Swinging London), una serie di abiti evidenziano l’emulazione ma anche la capacità artigianale, unica del made in Italy, che crea la trasgressione senza mai dimenticare la qualità.

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