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Brexit Preoccupa La Moda

Brexit preoccupa la moda

La Brexit e le sue incertezze iniziano a far sentire i propri effetti anche sulla moda. Secondo il Financial Times le vendite di abbigliamento e accessori nel Regno Unito sono calate durante il periodo delle feste e la tendenza si è propagata anche ai saldi, iniziati il 26 dicembre 2018.

Per il momento, gli inglesi si possono consolare con il rovescio della medaglia: la svalutazione della sterlina ha favorito un flusso maggiore di turisti di cui si sono avvantaggiate le vie dello shopping di lusso.

Ma tra gli operatori serpeggia la convinzione che, senza un accordo con l’Unione europea, il settore lusso made in England sarà decisamente penalizzato: le aziende inglesi del lusso esportano infatti nel resto della UE il 55%della loro produzione, percentuale che per gli stilisti diventa il 63%.

Non a caso il British Fashion Council si è schierato a favore di un secondo referendum. Mentre il suo amministratore delegato, Caroline Rush, ha dichiarato che “una Brexit senza accordo è uno scenario che dovrebbe essere evitato a tutti i costi”.

Una Brexit senza accordo avrebbe conseguenze negative anche sulla moda italiana. In quel caso i rapporti commerciali sarebbero regolati dalla clausola del Wto sulla “nazione più favorita” e la Banca d’Italia ha stimato che per l’Italia ciò comporterebbe un dazio medio del 5% l’anno, pari a 1,3 miliardi, con punte del 13% sull’alimentare e dell’11% sull’abbigliamento.

Biella, 23 gennaio 2019

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