Mercarto Del Lusso

Usa: il mercato del lusso dopo la riforma fiscale

L’amministrazione Trump ha appena varato un’ampia riforma fiscale che prevede una riduzione dell’aliquota dell’imposta societaria, ma anche un taglio delle imposte personali per le fasce di reddito più alte. Gli Usa sono un mercato importante per i prodotti di lusso: è riconducibile a loro il 22 per cento dei 262 miliardi di dollari delle vendite a livello mondiale di beni di lusso. Naturale perciò che gli analisti si interroghino sulle conseguenze che il nuovo regime fiscale avrà su questo particolare segmento di mercato.

Negli ultimi cinquanta anni a diminuzioni e innalzamenti delle aliquote sul reddito sono corrisposti negli Stati Uniti picchi e stasi negli acquisti di beni di lusso. Dunque, la riforma Trump dovrebbe favorirli. C’è però un problema. Come rileva in un suo intervento Luca Solca, responsabile luxury goods di Bnp Exane Paribas, il nuovo regime fiscale americano rende ora indeducibili le imposte statali e locali, generalmente più alte negli stati che si affacciano sui due oceani. Così a guadagnare di meno dalla riforma – e talvolta a perderci – saranno proprio i cittadini con redditi alti o altissimi degli stati costieri, che sono anche coloro che più acquistano beni di lusso internazionali. A beneficiare dalla riforma saranno invece i contribuenti degli stati centrali (presumibilmente gli stessi che hanno votato per Donald Trump), che difficilmente useranno i soldi risparmiati per acquistare i prodotti dei grandi brand del lusso mondiale. Si rivolgeranno invece ai marchi del lusso accessibile made in Usa. Insomma, meno Gucci e più Michael Kors.