Vago A SMI

Tanta filiera nel programma di Vago per Smi

Marino Vago è il nuovo presidente di Sistema Moda Italia, eletto all’unanimità dall’assemblea dei soci. Succede a Claudio Marenzi, ora presidente di Confindustria Moda di cui Smi è membro. Della squadra del nuovo presidente – che resterà in carica fino al 2021 fanno parte anche Sergio Tamborini (Marzotto) per la politica industriale, Andrea Taborelli (Tessitura serica A.M. Taborelli) per la tesoreria, la tracciabilità e la filiera, Ercole Botto Poala (Successori Reda) per le fiere, Roberto Grassi (Alfredo Grassi) per le sezioni merceologiche e Carlo Palmieri (Pianoforte Holding) per il Mezzogiorno.

Nella sua prima relazione da presidente Smi, Marino Vago ha parlato del tessile-abbigliamento-moda come di una filiera di eccellenza italiana. Ma ha anche ricordato che il settore ha saputo resistere da solo alla globalizzazione e all’entrata della Cina nel Wto. Per quanto riguarda il futuro, Vago ha affermato: “Dobbiamo a continuare a mantenere la voglia di cambiare, attingendo al nostro passato. La creatività non basta, dobbiamo essere più veloci, con una produzione più integrata. E la filiera deve sapere interpretare i dati per conoscere in anticipo le esigenze della domanda”.

All’assemblea degli imprenditori del tessile-abbigliamento ha voluto essere presente Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria. Secondo Boccia, “Bisogna pensare in grande, in termini di filiera Italia. E Confindustria Moda è un simbolo, un messaggio al paese: dimostra cosa significa fare sistema ed essere coerenti”. Il presidente di Confindustria ha poi lanciato due messaggi al mondo politico: alla UE perché “si compatti e difenda se stessa di fronte alla prospettiva dei dazi Usa” e nello stesso tempo promuova una “via della seta bi-direzionale”. Ai partiti italiani ha chiesto invece di “misurarsi con il senso di responsabilità per la formazione del governo”. Soprattutto, li ha invitati a non smantellare riforme come Jobs act e Industria 4.0, e a concentrarsi sul lavoro e sui giovani, oltre che sulle infrastrutture.