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Tanta Asia nel futuro del lusso

“2018 – Luxury Reloaded. Dalla trasformazione della Cina all’evoluzione americana, dall’e-commerce all’omnichannel, le nuove sfide del lusso”: è lungo il titolo del 16° Milano fashion global summit, organizzato da Class Editori. Chiaro tuttavia il messaggio che ne è emerso: la necessità per le aziende del lusso e della moda di essere veloci, digitali, multicanale, per cogliere le opportunità di business di mercati come la Cina.

Prima di tutto i dati. Secondo Antonino Mattarella (Bank of America – Merrill Lynch) “dopo un 2016 di stallo, il settore del lusso torna a crescere, seppure a ritmi meno sostenuti rispetto al passato. In Cina è prevista un aumento del 15% nel 2017, con una ripresa anche del mercato domestico”.

Per il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, “la rivoluzione digitale ha cambiato i canali distribuitivi, la comunicazione, il marketing, il design e lo sviluppo del prodotto, ora bisogna avere il coraggio di rompere gli schemi e intercettare i nuovi consumatori”. E il concetto chiave per questo obiettivo è la sostenibilità, che oggi vale intorno ai 300 miliardi di euro a livello globale.

Michele Scannavini, presidente di Ice-Agenzia, si concentra sull’Asia: “i nuovi consumatori risiedono in Cina, ma anche in India e nel Sud-Est asiatico, due aree pronte a una rivoluzione tecnologica e commerciale. L’export italiano sta andando bene: nella prima metà del 2017 è cresciuto del 6-7%, e anche la moda sta crescendo, segnando un +3-4%, a dimostrazione della competitività dei nostri prodotti in un settore fondamentale della nostra economia”.