Sostenibilità, Punto Di Forza Del Made In Italy

Sostenibilità, punto di forza del made in Italy

Se la sostenibilità sarà il filo conduttore della 48a edizione di Filo, argomenti simili sono stati trattati in un evento organizzato da PoinTex e Associazione Tessile e Salute, in collaborazione con Ice-Agenzia, Camera Nazionale della Moda Italiana, Sistema Moda Italia e Unione Industriale Biellese, e riservato alle sole imprese.

Il convegno, intitolato “La sostenibilità nei settori tessile e moda: le risposte del made in Italy” è stato un interessante momento di informazione e di scambio di esperienze tra i vari attori della filiera, dove il tema della sostenibilità si è spesso legato a quello nell’innovazione tecnologica. Di particolare interesse è stato poi ascoltare dai numerosi relatori i tanti modi e le tante sfaccettature in cui si può declinare il concetto di “sostenibilità”.

Due concetti sono tuttavia emersi con chiarezza. Il primo – affermato in apertura da Marco Bardelle, presidente di PoinTex, e ribadito poi dagli altri intervenuti – è che “le aziende – e le filiere – del made in Italy sono già più sostenibili dei loro concorrenti grazie alla storicità dell’industria, alla legislazione esistente, al rispetto della salute degli addetti e alla regolamentazione dei rapporti di lavoro“. In più, come sottolineato da Mauro Rossetti, direttore di Tessile e Salute, soprattutto le imprese italiane che operano a monte della filiera tessile devono rispettare il regolamento europeo Reach (Registration, Evaluation Authorisation of Chemicals) sulle sostante chimiche utilizzate nei processi produttivi.

Il secondo concetto è che si può parlare in modo compiuto di “sostenibilità” solo se la si affronta come tema di filiera e non di singola azienda. Così, nel 2016 la Camera nazionale della moda italiana ha pubblicato le linee guida sui requisiti eco-tossicologici per gli articoli di abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori, mentre Sistema Moda Italia ha istituito una commissione con l’obiettivo di arrivare a una definizione di “sostenibilità” condivisa lungo tutta la filiera del tessile e dell’abbigliamento. Spiega Andrea Crespi, che della commissione Smi è il presidente: “Siamo partiti da visioni molto diverse del concetto di sostenibilità tra monte e valle della nostra filiera, ma abbiamo fatto importanti passi avanti, grazie anche alla consapevolezza che questa è l’unica strada da seguire per mantenere la competitività dei prodotti italiani. Così come gioca un ruolo cruciale il concetto di “longevità” dei prodotti che si sta affermando in contrapposizione al consumismo: gli imprenditori italiani del tessile e dell’abbigliamento sono maestri nel realizzare filati, tessuti, capi o accessori ben fatti, che hanno un valore intrinseco e che durano nel tempo“.

L’industria italiana del tessile e della moda ha dunque le carte in regola per affrontare il tema della sostenibilità e anzi può trasformarlo in una grande opportunità per consolidarsi sui mercati internazionali, proprio in virtù della sua altissima qualità: è di questo ulteriore percorso che si discuterà a Filo il 27 settembre 2017.

Biella, 26 luglio 2017