Football

Mondiali di Russia: effetti economici di una sconfitta

Se per tutti gli italiani è stata una grande delusione sportiva, la mancata qualificazione della nostra Nazionale ai Mondiali di calcio in Russia potrebbe avere anche qualche conseguenza sulla nostra economia.

Un primo calcolo lo ha fatto in un’intervista a La Stampa l’economista Stefano da Empoli “Esistono tre fattori che inducono una perdita economica. Il primo, calcolabile tra i 100 e i 200 milioni di euro, riguarda i consumi legati in maniera diretta all’evento, tipo acquisto di magliette, televisori, nuovi abbonamenti tv o campagne pubblicitarie mirate; il secondo è l’effetto psicologico sugli andamenti di Borsa poiché verrebbe meno quella correlazione positiva che è provata in alcuni studi statistici con le Nazionali vincenti; il terzo, mitigato dalle sanzioni previste per la Russia, riguarda l’export verso il paese ospitante da parte di quelli partecipanti alla fase finale di un Mondiale”. Secondo da Empoli, però, la mancata qualificazione potrebbe avere anche un effetto positivo legato alla produttività, che in genere cala durante le grandi manifestazioni sportive: “non solo per il fenomeno dell’assenteismo in coincidenza delle partite, come denunciò Sergio Marchionne, ma anche per il fattore di distrazione suscitato dai risultati positivi, per i festeggiamenti che ne conseguono”.

La consolazione finale arriva poi da un articolo del 2006 pubblicato su lavoce.info da Tito Boeri, Carlo Favero e Battista Severgnini. All’epoca l’Italia si era appena laureata campione del mondo e in molti prevedevano un conseguente aumento del Pil, ma i tre economisti dimostrarono che la crescita nel paese vincitore dei Mondiali è in media inferiore a quella della squadra finalista perdente (che in quel caso era la Francia). Ora che non ci siamo neanche qualificati, possiamo sperare, per contrappasso, in un boom del Pil?