Fashion Men

Moda uomo: un buon 2017

La moda maschile made in Italy archivia il 2017 con risultati di segno positivo. Secondo le stime di Sistema Moda Italia, il fatturato del settore (che comprende vestiario e maglieria esterna, camiceria, cravatte e l’abbigliamento in pelle) ha raggiunto quasi 9,2 miliardi di euro (+2,1 per cento).

La moda maschile concorre così al 17 per cento del fatturato complessivamente generato dalla filiera tessile-moda e al 27,3 per cento della sola parte abbigliamento.

Per l’export Smi stima una nuova accelerazione, arrivando a quasi 6 miliardi di euro (+3 per cento).

Sono invece in calo le importazioni: -1,1 per cento, per un ammontare totale sotto quota 4 miliardi.

Nei primi nove mesi del 2017, il saldo commerciale sfiora così gli 1,17 miliardi di euro, con un guadagno di quasi 182 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2016.

Aumentano le esportazioni verso i paesi Ue (+3,8 per cento in totale). In particolare, la Germania cresce dell’8 per cento, la Francia dello 0,7 per cento, il Regno Unito del +4,7 per cento, la Spagna del +3,6 per cento e l’Austria del +13,4 per cento.

Gli Stati Uniti, terzo mercato in assoluto e primo non-Ue, hanno registrato una flessione pari al -4,3 per cento. Russia e Corea del Sud segnano aumenti a doppia cifra, rispettivamente +16,3 per cento e +17,1 per cento. Quanto a Hong Kong e Cina crescono rispettivamente del +2,7 per cento e del +17,1 per cento; il Giappone cede il -2,1 per cento.

Nel commentare i dati, il presidente di Confindustria Moda, Claudio Marenzi, ha affermato: “I mercati sono tutti in crescita, con l’Asia in testa. L’Europa si è ormai ripresa, grazie soprattutto a Germania, Spagna e alla grande crescita dell’Inghilterra: la Brexit per adesso non ha avuto effetti, anzi ha dato impulso al turismo visto l’indebolimento della sterlina. Il mercato più stabile è quello Usa: nel 2016 ha avuto un calo, ma ricordiamoci che aveva alle spalle anni di forte crescita e dunque, adesso, si sta stabilizzando”.