Parlamento

La UE alza le barriere antidumping

Le importazioni della UE da paesi terzi hanno raggiunto i 468,2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2017. Per evitare la concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori e delle aziende europee, il Parlamento europeo ha dato il via libera a una nuova metodologia di calcolo dei dazi antidumping, alla cui base sono le “distorsioni significative del mercato”. Si dovrebbe così superare anche la dicotomia economia di mercato-economia non di mercato, che riguarda in primo luogo la Cina.

Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa, ha definito il voto del parlamento europeo come “un punto decisivo contro la concorrenza sleale e un risultato estremamente positivo per l’intero sistema industriale italiano”.

La Cina ha chiesto infatti di essere considerata una economia di mercato: se le fosse riconosciuto questo status, alle sue merci si applicherebbero dazi più leggeri. Il parlamento europeo ha perciò deciso di specificare in modo dettagliato le “significative distorsioni alla concorrenza” in base alle quali si possono adottare dazi eccezionali: ruolo del governo economia, assenza di leggi sul fallimento, protezione del copyright e della proprietà intellettuale. In più l’onere della prova non è a carico delle imprese europee, ma di quelle che esportano nel territorio UE.

Biella, 5 luglio 2017