Crescita Distretti

La crescita riparte dai distretti

I segnali di ripresa che si intravedono in Italia provengono essenzialmente dai distretti. Lo dice il nono Rapporto annuale sull’evoluzione economica e finanziaria delle imprese che hanno sede nei distretti italiani, presentato di recente da Intesa San Paolo. Il Rapporto analizza i bilanci aziendali del periodo 2008-2015 di quasi 15mila imprese appartenenti a 149 distretti industriali e di 45mila imprese non-distrettuali attive negli stessi settori di specializzazione.

Nel biennio 2015-16 i distretti industriali hanno ottenuto buoni risultati: la crescita cumulata del fatturato è stata pari all’1,4% (malgrado la debolezza dei prezzi). Fatturato e margini unitari sono ormai su livelli superiori a quelli pre-crisi, mentre nelle aree non distrettuali il divario è ancora significativo.
Lungi dall’essere obsoleti, i distretti si confermano luogo privilegiato per la diffusione e l’adozione di comportamenti complessi e catalizzatori di innovazione tecnologica, organizzativa e di mercato.
Uno dei fattori cruciali è la presenza nei distretti di grandi imprese consolidate e innovative, che mostrano un’elevatissima presenza sui mercati esteri, accompagnata da investimenti nel marchio e in filiali commerciali. Accanto a queste, si afferma ora una nuova classe di medie imprese, molto liquide e dotate di un elevato grado di autofinanziamento, che hanno puntato con decisione sui mercati esteri, consolidando la presenza in Europa e accrescendo l’impegno negli Stati Uniti e nelle economie emergenti. Alle strategie commerciali hanno affiancato l’attenzione alla qualità del prodotto e alla flessibilità produttiva.
E la ritrovata centralità dei distretti è confermata anche dal fatto che tornano a svolgere il loro ruolo di base produttiva, in grado di attrarre il crescente interesse delle multinazionali estere e di spingere le stesse capofila distrettuali a riportare in Italia produzioni precedentemente delocalizzate.

Biella, 5 aprile 2017