La Contraffazione? Si Batte Con L’Unione Doganale

La contraffazione? Si batte con l’Unione doganale

L’Unione doganale è un elemento fondamentale della lotta alla contraffazione. Lo afferma il Comitato economico e sociale europeo (Cese), secondo il quale il fenomeno ha assunto proporzioni tali da non poter essere più ignorato, con l’invito “a sostenere le piccole e medie imprese e le industrie interessate aggiornando, armonizzando e rafforzando l’attuale quadro normativo“.

I numeri riportati dal Cese sono impressionanti: sarebbero contraffatte o piratate fino al 5% degli 85 miliardi di euro di merci importate nell’Unione Europea, causando  – nell’intera Unione europea – la perdita di circa 800mila posti di lavoro e di circa 14,3 miliardi di entrate fiscali, comprese Iva e accise. Le reti criminali, infatti, hanno compreso che la contraffazione garantisce enormi profitti, comporta minori rischi e permette di eludere con più facilità i controlli doganali rispetto ad altre attività criminali. Tanto che ormai “si copia” di tutto: dall’abbigliamento e accessori ai pezzi di ricambio e agli strumenti meccanici, ai materiali e alle attrezzature da costruzione, ai gioielli, alle calzature, agli oggetti di design, ai giocattoli, ai cosmetici e ai medicinali.

Il Cese invita perciò l’UE e gli stati membri ad accelerare l’istituzione di un unico sistema doganale europeo con strumenti, procedure, banche dati unificate e immediatamente percorribili. Oltre, naturalmente, a migliorare la comunicazione verso i consumatori, mettendoli in guardia sui rischi e indicando loro come riconoscere i prodotti contraffatti.

Biella, 26 luglio 2017