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Internazionalizzazione delle aziende: bilanci e programmi

Sostegno alla presenza delle attività italiane nel mondo, ulteriore impulso all’e-commerce, campagne di comunicazione strategica per incentivare e fidelizzare i punti vendita che si impegnano a dare visibilità ai prodotti italiani di qualità: sono alcuni dei temi di cui si è discusso nella riunione di ottobre della Cabina di regia per l’internazionalizzazione istituita dal ministero dello Sviluppo economico.

Nella riunione della Cabina di regia per l’internazionalizzazione, la discussione si è focalizzata in primo luogo sull’analisi dei risultati conseguiti nel triennio 2015-2017 e sulle misure per l’ulteriore rafforzamento della strategia di supporto all’internazionalizzazione.
Nel triennio 2015-2017 il totale delle risorse promozionali è stato pari a circa 524 milioni di euro.
In particolare, si vedono gli effetti positivi del Piano straordinario per il Made in Italy (388 milioni spesi). Infatti, pur in una congiuntura particolarmente difficile con tassi di crescita del commercio internazionale di poco superiori al 2%, nel triennio le esportazioni italiane hanno fatto segnare nuovi record storici sia in termini di fatturato (417,1 miliardi di euro, dai 398,9 miliardi del 2014) che di saldo attivo della bilancia commerciale (+ 51,5 miliardi di euro).
Il trend di crescita delle nostre esportazioni è poi confermato dall’andamento dei primi sette mesi del 2017 (+ 7,6%).
Per quanto riguarda il futuro, una cifra definitiva delle risorse a disposizione si avrà solo con l’approvazione della Legge di bilancio 2018, ma la dotazione complessiva per l’attività promozionale per il 2018 e gli anni successivi dovrebbe restare invariata, a 190 milioni di euro circa. A fianco delle risorse, va inoltre garantita la continuità delle azioni strategiche.
Allo stesso tempo, oltre allo sforzo per presidiare i mercati “maturi”, si prevede un’azione di forte investimento promozionale in quei paesi o settori nei quali le opportunità per le aziende italiane sono ancora ampie. Verrà poi rafforzato ulteriormente l’investimento nella diffusione delle “competenze abilitanti” indispensabili alle Pmi per essere in grado di competere sui mercati internazionali.