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Filo 4.0: innovare per crescere

Al centro del dibattito del convegno “Filo 4.0”, organizzato da Filo in collaborazione con Ice-Agenzia e Sistema Moda Italia, sono state innovazione e digitalizzazione come fattori chiave per la crescita delle aziende. È un tema su cui Filo insiste da tempo e che è stato sviluppato dai relatori anche attraverso esempi concreti.

Nel suo intervento di apertura Marinella Loddo, direttore dell’ufficio di Milano di Ice-Agenzia, ha ribadito come “L’innovazione non sia più un’opzione, ma un obbligo per le imprese italiane”. Mentre Giuseppe Schirone di Prometeia ha tracciato un quadro dettagliato dell’impatto delle innovazioni nella storia della manifattura concludendo che “Nella produzione industriale le nuove tecnologie stanno promuovendo cambiamenti che vanno ben oltre la «semplice» automazione dei processi”. Samuele Sarotto di Miroglio Textile ha invece illustrato con efficacia il percorso di innovazione intrapreso da Miroglio, anche come risposta alla crisi economica del 2008. Nel periodo 2013-2016 l’azienda ha attuato un piano di investimenti di 26 milioni di euro, che ha permesso di rinnovare il parco macchine e migliorare nettamente tutto il ciclo produttivo. Il risultato è una produzione annua di 100mila metri di tessuti stampati con tecnologia digitale, che consente di rispondere con più accuratezza e tempestività alle richieste dei clienti (i tempi di consegna sono passati da un mese a una settimana), ma anche di risparmiare energia e risorse naturali, a partire dall’acqua.
A concludere il convegno è stato l’intervento di Jung Jong Woo, presidente di RePlain, marchio della moda coreana. Jung Jong Woo ha spiegato come negli anni scorsi il mercato coreano fosse polarizzato tra i grandi marchi internazionali del lusso e le proposte a basso costo, ma anche di scarsa qualità. Oggi, il consumatore coreano è invece alla ricerca di capi caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo: è un fenomeno partito dalle vendite on-line e via tv (un canale di vendita molto importante per la Corea) che si sta gradualmente espandendo anche ai department store e alle catene di negozi. La maggiore consapevolezza del consumatore ha portato a dare sempre più attenzione ai materiali con cui vengono realizzati i capi. “Basti pensare – ha concluso Woo – che fino al 2014 So.Wool, il private brand di Gs Home Shopping (il più importante canale tv coreano dedicato alle televendite) vendeva prodotti di maglieria realizzati con filati di cashmere cinese a basso costo. Nel 2015 So.Wool ha introdotto alcuni capi fatti con filati italiani: hanno avuto un grande successo, tanto che nel 2016 tutti e tre i principali canali di televendite hanno inserito nelle collezioni delle loro private labels capi in maglieria realizzati con filati di cashmere 100% italiani. Noi di RePlain utilizziamo filati italiani per i nostri capi di maglieria, e lo indichiamo esplicitamente sulle etichette perché per il consumatore coreano i materiali italiani sono sinonimo di qualità”.

Biella, 8 Marzo 2017