Esportare Dolce Vita

Come “Esportare la dolce vita” sui mercati avanzati

Allentato il morso della crisi, nei mercati avanzati si torna a spendere: è la novità più importante negli scenari economici ed è un’ottima notizia per le imprese italiane del “bello e ben fatto” (tessile-abbigliamento, arredamento, calzature, gioielli, occhiali e alimentare). A evidenziare la ripresa dei consumi nei paesi avanzati è l’ottava edizione del rapporto “Esportare la dolce vita” realizzato dal Centrostudi Confindustria e Prometeia.

Secondo il rapporto, nel 2022 i trentuno mercati avanzati analizzati importeranno dall’Italia 70 miliardi di euro di prodotti “belli e ben fatti”, rispetto ai 59 del 2016: quasi 12 miliardi in più, con una crescita del 20%. Si tratta di uno scenario prudente, con quote di mercato stabili per i prodotti made in Italy e dunque si potrebbe realizzare anche uno sviluppo maggiore, fino a 18 miliardi di incremento.
Secondo Licia Mattioli, vicepresidente per l’internazionalizzazione di Confindustria “Per aumentare la nostra competitività su questi mercati ci sono due strade: investire nella manifattura ad alto valore aggiunto e aumentare il numero delle aziende esportatrici, ancora troppo basso”.
Alla presentazione del rapporto, il ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, ha sottolineato l’importanza degli Stati Uniti per i prodotti italiani del “bello e ben fatto”: “Abbiamo appena iniziato a scalfire la superfice del mercato americano, con il Piano Usa di promozione del made in Italy”. Sforzi che – a detta del ministro – sarebbero stati più efficaci se fossero proseguiti i negoziati sul Ttip, il trattato di libero scambio tra Usa e Unione europea.

Biella, 17 Maggio 2017